PHILIPPE MEXES 5

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NEWS di MERCATO 2009-2010, *Attacco*
view post Posted on 26/12/2009, 23:52Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 28/12/2009, 13:09


io ci crederò qnd lo vedrò cn la maglia addosso...

giallorossi si diventa perchè essere romanisti significa avere tutto e tutti contro perchè ciò non ti affligge ma ti esalta

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view post Posted on 27/12/2009, 11:06Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/12/2009, 11:54


Speriamo arrivi sul serio!

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view post Posted on 27/12/2009, 20:55Quote
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La Roma è la mia vita! Phil ti adoro

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 28/12/2009, 00:41


CITAZIONE (tesorina_mexes @ 26/12/2009, 20:56)
Io non ci credo finchè non lo vedo!abbiamo preso troppe fregature ultimamente..però se viene so proprio contenta! sono sicura che con il capitano vicino si riprende..e se torna quello di due/tre anni fa non ce n'è per nessuno!

Straquoto!!!!!

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 28/12/2009, 00:41


Toni: "Andrò alla Roma"L'attaccante del Bayern allo scoperto
"Andrò alla Roma". Giù la maschera. Luca Toni ammette che il suo trasferimento in giallorosso è solo una questione di formalità e si prepara a rientrare nel campionato italiano. Da protagonista, ovviamente, perché con la Roma e grazie alla Roma, l'attaccante del Bayern Monaco vuole riconquistarsi un posto in Nazionale e guadagnarsi una chiamata per i Mondiali. "Non è ancora fatta - precisa - ma io voglio andare alla Roma e ci riuscirò".



Già, ci riuscirà, perché tutto lascia intendere che non si tratti che di una questione di tempo. Di una formalità. Tocca mettere giù gli ultimi dettagli e mettere nero su bianco l'accordo, certo. Ma per il resto è tutto fatto. Nel senso che la Roma vuole Toni e Toni vuole la Roma. E, soprattutto, che non sarà certo il Bayern Monaco, attuale proprietaria del cartellino dell'ex viola, a opporre resistenza a un trasferimento che fa felici un po' tutti.

Ranieri avrà insomma un'arma in più da giocarsi nella seconda metà del campionato. Avrà, per essere più precisi, quell'attaccante di peso che gli manca per sfruttare i cross dalle fasce e liberare un po' di spazio là davanti a Francesco Totti. Il quale, dal canto suo, aspetta l'ex compagno di Nazionale che "è bravo e ci serve".

Fatto sta che alla riapertura del mercato, Rosella Sensi regalerà Toni alla sua Roma. L'accordo è stato trovato da tempo: 1,8 milioni netti, più premi, per cinque mesi. Un po' meno di quanto l'attaccante avrebbe preso in Germania ma tant'è. Per giocare, o meglio, per giocarsi una chance Mondiale, un sacrificio vale senz'altro la pena.

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IL TEMPO: Preso il centravanti che voleva Ranieri
La capitale vive di questi eccessi e le indiscrezioni dei giorni scorsi sull'arrivo a Roma del bomber azzurro non hanno fatto altro che alimentare la fantasia dei tifosi romanisti in cerca dell'attaccante di peso che manca ormai da anni. E i due giorni senza giornali, complice la pausa natalizia, non hanno fatto altro che montare ancor più la voglia di sapere come e quando, l'ormai quasi ex attaccante del Bayern Monaco, vestirà la maglia giallorossa. È tutto fatto, manca solo la firma in calce al contratto. Difficile che ciò possa avvenire già per l'amichevole in programma sabato due gennaio allo stadio Flaminio contro la Cisco, ma la dirigenza giallorossa conta di poter schierare il nuovo attaccante per la ripresa del campionato: il giorno dell'Epifania al Sant'Elia di Cagliari. Vengono così spazzate via in un colpo solo tutte le incertezze e i dubbi, comprese le ultime voci che davano un interessamento del Chelsea per il giocatore.

Toni ha fatto la sua scelta: «Voglio la Roma» ha confidato agli amici spiegando anche come «Roma sia in Italia la sua piazza preferita» e quella che gli consentirebbe «di giocare di più»: visto che a Milano con il rientro di Eto'o dalla Coppa d'Africa trovare una maglia da titolare sarebbe dura. Una scelta fatta con la testa dunque, perché Toni in Sudafrica vuole andare e sa benissimo come Roma sia la sua ultima chance per essere tra i ventidue di Lippi che a giugno rimetteranno nel mezzo la coppa del mondo. Ma nella capitale ritroverà anche un «vecchio» amico, quel Totti con il quale ha alzato al cielo la Coppa a Berlino e che è stato il vero combustibile di questa operazione. Il capitano lo ha chiamato mille volte invitandolo a Roma, e fatto pressione con i vertici di Trigoria per far chiudere in fretta l'affare.

L'operazione sarà un prestito gratuito dal Bayern (senza diritto di riscatto) con la Roma che dovrà pagare «solo» l'ingaggio al giocatore: 1.8 milioni di euro da qui fino a giugno. Toni rinuncia così a dei soldi (circa 600mila euro) e sabato 2 gennaio volerà a Monaco di Baviera per chiudere gli ultimi dettagli (probabilmente anche discutere di un eventuale indennizzo) con il suo vecchio club prima di firmare il contratto con la legherà fino a giugno alla Roma. E c'è più di una parola detta su un eventuale prolungamento a fine stagione se le cose dovessero andare nel verso giusto. Ora qualche giorno di vacanza nella sua casa subito fuori Modena aspettando l'inizio della nuova avventura e le prime indicazioni del suo nuovo tecnico: Claudio Ranieri.

Intanto il tecnico, ai microfoni di TgSky24, non si è nascosto dietro a un dito sulle ambizioni di una Roma che ha ritrovato il passo di un tempo. «Credo che come l'anno scorso - ha detto Ranieri - a un certo punto lo scudetto lo possa perdere soltanto l'Inter. È la Roma la vera anti-Inter? Me lo auguro, però abbiamo perso del tempo prezioso, stiamo troppi punti lontani. Adesso stiamo risalendo la china, non so quanto potremo andare spediti perché sarebbe troppo bello, però, come ho detto prima, sono loro che lo possono soltanto perdere». Getta acqua sul fuoco sull'affare Toni-Roma il procuratore del giocatore Tinti: che fa, ovviamente il suo lavoro. «La cosa più importante per Toni è la situazione tecnico-tattica, e quindi giocare con continuità - ha spiegato - Luca non vuole sbagliare scelta. L'Italia è il suo paese, però deve essere sicuro di fare bene. In Italia, la squadra più probabile è la Roma, l'Inter sta sondando il terreno, ma diciamo che se lui vuole giocare con più continuità, all'Inter c'è più concorrenza». Appunto... e Roma lo aspetta a braccia aperte.

IL MESSAGGERO: Befana con Toni
Luca Toni, il regalo di Natale che si è fatta la Roma quarta in classifica, vestirà la nuova maglia il giorno della Befana: è l’obiettivo, ormai non più segreto, del club giallorosso che conta di mettere il nuovo centravanti a disposizione di Ranieri già per la prima gara di campionato del 2010, in occasione della trasferta di Cagliari di mercoledì 6 gennaio. Rispettata in pieno, dunque, la strategia scelta due settimane fa, quando Rosella e Gian Paolo Montali decisero di accelerare verso il rinforzo più atteso: senza trascurare alcuna pista, Adriano a Rio e Pavlyuchenko a Londra (diventate, per motivi diversi, impraticabili: il brasiliano confermato dal Flamengo; il russo che il Tottenham avrebbe lasciato partire ma solo a fine gennaio). Restava solo Suazo, tra l’altro meno centravanti degli altri.

Martedì, però, la svolta, grazie a Pandev, libero di andare all’Inter che a quel punto rinunciava a Toni. L’attaccante del Bayern Monaco, chiamato anche da società straniere, aveva come priorità il ritorno in Italia, anche per tentare di convincere Lippi a inserirlo nella lista dei 23 per mondiale in Sudafrica. Di qui la telefonata a Pradè, nel primo pomeriggio del 23 dicembre dalla sua casa di Modena: «Vengo da voi: accetto la vostra proposta, rinunciando a quanto sapete. Nei prossimi giorni risolverò ogni cosa con i dirigenti tedeschi» la sintesi dell’accordo verbale di quattro giorni fa.

Sul suo sito Internet, Totti benedice l’affare sotto l’albero: «Ritengo Luca Toni un attaccante solido ed affidabile, è un campione del mondo: così potremo essere ancora più competitivi nelle sfide in Italia e in Europa». Insomma, martedì il sì di Toni alla Roma, in prestito gratuito. Non c’è la firma, ma a Rosella Sensi basta la parola data dal centravanti che ora dovrà dedicarsi a trattare l’addio, almeno sino a fine stagione, dal Bayern. Il suo contratto con il club bavarese scade il 30 giugno 2011: un anno di ingaggio pesantissimo, da 6 milioni netti più i premi per 1 milione e 200 mila. La società giallorossa coprirà parte del prossimo semestre che è di 3 milioni netti. Dalle casse di Trigoria usciranno circa 1 milione e 800 mila euro (più i premi), mentre a Monaco si preoccuperanno del resto (visto che lì, ultimamente, lo avevano emarginato, considerandolo quasi un fuori rosa). Il giocatore, da parte sua, rinuncerà a quasi 500 mila euro, tra ingaggio e premi.

La prossima settimana Toni tornerà in Germania con il suo procuratore Tinti per sistemare la questione economica con il Bayern che riprende gli allenamenti il 2 gennaio. E’ per questo che il manager di Toni evita di ufficializzare l’intesa, anche se dalle sue parole trapela ottimismo: «Non è giusto dire che Luca sia già della Roma. Non è così. Entro il trentuno dicembre deciderà dove andare. Perché vuole cominciare il nuovo anno con una nuova squadra». Tutto vero, anche se il suo assistito ha già scelto. Il Sun, in Inghilterra, scrive che è obiettivo del Chelsea per sostituire momentaneamente Drogba, ma a quanto pare Ancelotti ha invece fatto il nome di Pazzini come alternativa giovane in attacco.

Insomma a Trigoria nessuno si spaventa per le voci londinesi. Dopo i tentativi di Totti nell’estate scorsa, è stato Pradè, spinto dalla Sensi, a forzare i tempi. Già un mese fa un incontro sull’autostrada del Brennero, quasi al confine. Poi, martedì, Pandev che indirettamente dà la spinta decisiva e Totti che lo convoca a Trigoria all’inizio del nuovo anno. Toni si confida con gli amici alla vigilia di Natale e spiega perché la Roma e non l’estero o l’Inter. «In Italia è meglio per me, per ricominciare l’ideale è un torneo che conosco. La squadra nerazzurra ha però tanti attaccanti e quando tra un mese torna Eto’o io ho chiuso o quasi... Il gruppo giallorosso, con tanti miei compagni di nazionale, è quello che mi può permettere un inserimento veloce». Sullo stipendio è inequivocabile: «In questo momento ho solo voglia di giocare, mi arrabbio a sentire che sono ostaggio del mio ingaggio». Che sarà quello giusto per la Roma in autofinanziamento.

GAZZETTA: Toni ha deciso «Voglio la Roma e alla fine ci andrò»
L’attesa del lieto evento è più elettrizzante dell’evento stesso. «Non vedo l’ora...». Sono i momenti in cui si lavora di fantasia, con un misto di eccitazione e turbamento: come mi troverò con i nuovi compagni? Quando segnerò il primo gol? Quanti riuscirò a segnarne? E, ovviamente, il dubbio finale che tutte queste domande aiuteranno a sciogliere: partirò per il Sudafrica?

Fortissimamente voglio Luca Toni vestirà la maglia della Roma, intanto in prestito da gennaio a maggio (ma se l’abbinamento risulterà azzeccato firmerà un biennale). Lui, con quell’eccitazione che appunto accompagna l’attesa, ha confidato agli amici: «Non è ancora fatta, ma io voglio andare solo alla Roma e alla fine ci andrò». Cascasse il mondo, il lieto evento deve essere celebrato. Al più tardi, dai primi di gennaio. Toni avrebbe fissato al 2 la separazione consensuale e temporanea (possibilmente con una piccola buonuscita) dal Bayern, ma da Roma gli hanno chiesto di anticipare i tempi, così da poterlo presentare ai tifosi il 2 stesso, a margine dell’amichevole con la Cisco (l’ultima versione della Lodigiani, dove la carriera di Toni spiccò il volo). Del resto, è tutto organizzato, la Roma ha fatto le cose in grande: Pradè ha contattato il centravanti 40 giorni fa, Totti e De Rossi lo hanno corteggiato a turno, Rosella Sensi lo ha chiamato per ribadirgli la sua «importanza nel progetto Roma», tassello fondamentale per ridiventare grandi, lui e il club. Entrambi sognano di tornare a vivere i fasti di due stagioni fa, quando la Roma contendeva lo scudetto all’Inter, mentre Toni si laureava capocannoniere della Bundesliga, vincendola al primo colpo.

Protagonista È questa prospettiva, la facilità con cui i suoi interessi possono sposarsi con quelli della squadra, che ha convinto Toni a puntare sulla Roma. Per tornare grande, per vincere un biglietto mondiale, Toni aveva bisogno di un ruolo da protagonista. «L’Inter aveva sondato il terreno, ma lì ci sarebbe stata più concorrenza — racconta il suo procuratore Tullio Tinti —. Luca ha voglia di ricominciare, la cosa più importante per lui è giocare con continuità». Non che alla Roma avrà il posto garantito, la concorrenza c’è pure qui: Vucinic, Menez e Baptista (finché ci sarà) non si faranno da parte facilmente. Ma almeno qui potrà contare sulla disponibilità di Ranieri, che lo aveva messo in cima alla lista dei nomi graditi. E Totti gli sta facendo da sponsor. «Luca è un attaccante solido e affidabile, un campione del Mondo che fa al caso nostro— ha scritto sul suo blog —. La società ci farà un bel regalo a gennaio».

Decurtazione Il regalo è già stato comprato, ma non si può ancora scartare. «La Roma sta facendo di tutto, manon è ancora fatta», giura Tinti. In realtà, l’accordo è già stato trovato: Toni guadagnerà 1,8 milioni netti (più premi) in cinque mesi, circa 600.000 euro in meno di quanto avrebbe preso restando al Bayern, ma chiuso a chiave nell’armadietto di Van Gaal

DALLA BORGHESIANA A TRIGORIA, LA FAVOLA ROMANA DEL ´SELLERONE´
Il Messaggero - Giandone. Cioè alto, dinoccolato, un po’ grezzo. A Fiorenzuola, storia di una dozzina di anni fa, Luca Toni, il centravanti un po’ imbranato della squadra locale, campionato di serie C/1, lo chiamavano, anzi lo apostrofavano (sorridendo...) così. Quel giandone, con soli due gol alle spalle e una mezza (mezza?) idea di farla finita con il pallone a 21 anni, nell’estate del 1998 - a sorpresa - prese la residenza a Roma, zona Casilina, ospite fisso e stipendiato della Lodigiani alla Borghesiana. Aveva da pochi giorni firmato per la terza società della capitale, ancora serie C/1, guidata in panchina dal compianto Guido Attardi e dietro la scrivania da Rinaldo Sagramola, oggi ad del Palermo, che lo aveva scoperto qualche anno prima, proprio a La Borghesiana, durante una partita della Berretti del Modena, la squadra giovanile di Luca, contro i pari età di casa. Dopo la prima uscita con la maglia rossa della Lodigiani, il giandone era andato in archivio: Toni, per il pubbico del Tre Fontane, dove la Lodigiani giocava per l’impraticabilità del Flaminio, era già diventato il sellerone. Alto, altissimo. Magro, magrissimo. E con i capelli raccolti a coda di cavallo. E, improvvisamente, era diventato bravissimo a far gol. Come se l’aria di Roma l’avesse trasformato, in positivo. Giocava al centro dell’attacco, accanto a lui Sgrigna, oggi al Vicenza, oppure Vigiani, che adesso sta a Bologna. Guadagnava una cinquantina di milioni di lire; era già fidanzato con Marta Cecchetto, conosciuta pochi mesi prima a Fiorenzuola; il suo cartellino era al cinquanta per cento di proprietà dell’Empoli, squadra con la quale aveva esordito, due stagioni prima in B, agli ordini di Luciano Spalletti. A Roma, quell’anno, vita mondana zero ma tanti gol. Quindici alla fine del campionato, in trentuno partite. Gol di potenza, ma anche gol di astuzia. Pochi di testa, visto che il gioco aereo per il sellerone non è mai stato un punto di forza. Si intendeva a meraviglia con Sorrentino, il suo amico/compagno del cuore; scherzava con Moretti, oggi al Genoa, che in quei mesi cominciava ad affacciarsi nel mondo del calcio (semi)professionistico; in allenamento faceva impazzire Pratali, che ora veste la maglia del Torino, o Savini, oggi colonna del Paok Salonicco, oppure Pellegrino, ex Primavera della Roma. Non aveva grande tecnica, ma sotto porta sbagliava raramente. Quindici gol, come detto, il suo bottino finale. Quindici reti che non turbarono minimamente i sonni della Roma che, nell’estate del 1999, portò a Trigoria uno che aveva già segnato un mare di gol tra A e B, Vincenzo Montella. E così ai fedelissimi del Tre Fontane non restò altro da fare che cominciare a seguire, con malcelato rimpianto, le vicende di Toni al Treviso, dove Luca era finito con la sua Marta, senza più la coda di cavallo ma con un grande avvenire alle spalle.

TONI, TUTTI LO VOGLIONO DOPO LA ROMA IL CHELSEA
La Repubblica - Esterno giorno, boscaglia: Luca, una volta Padron Toni, centravanti moderno, picchiatore di difensori per puro istinto di conservazione, goleador a raffica (e malgrado tutto ancora campione del mondo in carica), sta varcando il confine austro-germanico spinto come un ingombrante pacco postale, come persona profondamente sgradita, da una mezza dozzina di muscolosi magazzinieri del Bayern Monaco per preciso ordine del nuovo presidente del club, Uli Hoeness: «Ve lo regalo. Avete capito tutti? Toni è vostro, anche gratis». Basta insomma che ce lo leviate di torno. Le due ultime "cose tedesche" fatte dall´azzurro sono state un paio di foto vestito da pupazzo bavarese all´ultima Oktoberfest e un gol all´Eintracht in Coppa di Germania il 28 ottobre. Poi solo sfoghi, pugni contro il muro e uscite dal campo senza passare dalla panchina. La discesa agli inferi culmina un mese fa con un´intervista per RaiTre: «Voglio andarmene da qui». Van Gaal diventa una furia paonazza e lo mette fuori rosa. Rummenigge tenta di ricucire. L´ambiente s´interroga. Ma ormai l´addio è inevitabile. Che finisca, come sembra, alla Roma, o altrove, il suo addio alla Germania è maestoso, fin troppo chiacchierato e vagamente patetico.
A una settimana dalla poco gratificante (per tutti) messa in atto dell´operazione "costo zero", in teoria per Toni si dovrebbe aprire un´asta. In realtà nessuna asta si può aprire perché nessuna offerta, al ribasso, sarebbe in grado di superare l´invitante prospettiva economica di portarsi a casa un calciatore giudicato dai suoi proprietari "senza valore". Ma perché Toni non ha più valore? Potrà mai uno che in viola ha superato Batistuta e Hamrin nei record stagionali, essere diventato da un giorno all´altro, perché cordialmente detestato dal suo attuale tecnico, il simpaticissimo Louis Van Gaal, soltanto un 32enne da rottamare? Van Gaal non aveva usato metafore: «Non è all´altezza del Bayern». Quindi via. Magliette qui, scarpini là, carne di fuoriclasse in un cassonetto speciale. Toni finisce nella raccolta differenziata.
Fosse vero quel che sostiene l´olandese («è stato solo un caso se Toni ha segnato tanto qui in Germania»), Hitzfeld e Rummenigge - che il 30 maggio del 2007 ebbero l´ardire di acquistarlo dalla Fiorentina per 11 mln di euro assicurandogli 5,5 mln a stagione - sarebbero da ricoverare. E sarebbe solo un´ illusione collettiva, secondo la ricostruzione storica di Val Gaal, il fatto che lui li abbia ripagati diventando capocannoniere nel 2008 (24 reti). Fra Luca e Ribery, giunti a Monaco lo stesso giorno, l´Allianz Arena scelse prima Padron Toni. Perché segnava, rideva e si batteva come un leone. E quando segnava continuava a rigirarsi la mano accanto all´orecchio. La sua era la festa di tutti.
Ma Van Gaal è un uomo che non guarda passare i treni. Pensa solo a quello su cui viaggia. Quando le cose andavano male sentì il bisogno di liberarsi di un paio di pesi morti ("meglio quattro"). Andò in fissa con Thomas Muller e Mario Gomez, promosse Badstuber sulla fascia e comunicò ai vertici che le teste che aveva in mente di tagliare, senza fretta per carità, potevano essere quelle di Toni, Klose, Tymoschuk e Lahm. Luca è stato il primo a saltare. Forse perché il più esasperato.
Adesso c´è mezza Europa che lo vuole, che si dice pronta ad accoglierlo. Figaro qui, Figaro là. Si sono fatte vive il Benfica, la Dinamo Mosca, il West Ham. Molto vicino era parso, per qualche ora, il Valencia (nello stesso periodo in cui il Liverpool stava trattando Mata e Villa per il 2010). Quindi ci ha provato lo stesso Benitez. Poi Inter e Roma. Non Galliani. Infine il Chelsea: «Non c´è niente di sicuro, ma la Roma potrebbe essere la giusta collocazione», spiegava appena ieri l´agente del calciatore Tinti. Toni non ha smesso di pensare al Sudafrica. C´è solo un piccolo, se vogliamo irrilevante, ostacolo: l´ingaggio. Ora che Totti si è ridotto lo stipendio, Toni prende quasi un milione in più del suo eventuale nuovo capitano, che però ammette: «Luca è solido e affidabile». E´ fatta?

TOTTI INCORONA L´AMICO: ´TONI È UN CAMPIONE´
Corriere dello Sport - Se proprio qualcuno vuole ancora vedere cammello, faccia una visitina sul nuovo sito di Francesco Totti. Dove il capitano romanista di fatto ha dato il suo benvenuto a Luca Toni. Ci sembra perlomeno improbabile che Totti non sappia. Sa e sa molto bene. E il fatto che faccia espressamente il nome del suo amico di Nazionale e di Mondiale, ci sembra veramente l'ultimo tassello di una storia che ormai si può dare per chiusa e definita.

ATTIVO - Del resto il capitano giallorosso ha avuto pure lui un ruolo abbastanza importante nella positiva conclusione di una trattativa che metterà a disposizione di Claudio Ranieri l'attaccante che il tecnico aveva richiesto, il centravanti di peso per completare il reparto offensivo. Totti, infatti, ha tartassato di telefonate il suo amico Luca Toni (così come pare abbia fatto anche Daniele De Rossi, a proposito non si hanno notizie su Simone Perrotta, il terzo campione del mondo che abita a Trigoria, da gennaio saranno quattro). Ha cominciato a farlo già l'estate scorsa quando contattò il centravanti del Bayern Monaco, suo ex compagno in Nazionale, per convincerlo al trasferimento in giallorosso. Lo ha dichiarato lo stesso Totti di averlo fatto, aggiungendo anche il nome di diversi altri centravanti a cui negli anni aveva fatto una telefonata per spiegargli i vantaggi di Roma e della Roma. Il capitano romanista ha insistito con Toni anche nelle ultime settimane. E stavolta il cerchio si è chiuso, anche se manca ancora l'ufficialità.

IL MESSAGGIO - Intanto dal suo sito, Totti ha voluto chiarire, se mai ce ne fosse stato bisogno, che l'arrivo di Toni gli fa soltanto piacere: "Si avvicina la sessione di mercato invernale. Sono sicuro che la società farà a tutti noi un bel regalo durante il calciomercato di gennaio, così potremo essere ancora più competitivi nelle sfide di campionato e in Europa. Leggo sui giornali vari nomi di possibili rinforzi, sono tutti giocatori validi quelli che vengono citati. Chi si unirà a noi deve essere qualcuno in grado di renderci più forti e di dare davvero una mano. Non mi sento di esprimere una preferenza precisa, quello è un compito che spetta più alla dirigenza e all'allenatore. Certamente ritengo Luca Toni un attaccante solido e affidabile, è un campione del mondo. Anche tutti gli altri che sento nominare con più frequenza sono calciatori di primo piano e sarei felice di vederli tra le nostre fila".

TANDEM - E' il benvenuto del capitano giallorosso a Luca Toni. Con il quale ha giocato in passato con la maglia azzurra, giusto per ricordare cosa possano fare i due insieme, vi consigliamo di andare a rivedere il quarto di finale dell'ultimo Mondiale contro l'Ucraina, cross di Totti, capocciata vincente di Toni. La Roma e i suoi tifosi sperano di rivederlo, spesso e tanto volentieri.

Un attaccante solido e affidabile
(IL TEMPO) - Hanno flirtato per mesi, quando a Toni iniziava a mancare il sole italiano e Totti gli spiegava che Roma era pronto a ridarglielo. Telefonate e messaggi per tutta l'estate ma non c'è stato niente da fare. Il Bayern ha deciso di tenersi il bomber acclamato nel primo anno in Bundesliga e perso per strada nella stagione successiva, fino all'infortunio al tendine che gli ha impedito di svolgere l'ultima preparazione pre-campionato.

Appena si è riaperto uno spiraglio, Totti è ripartito alla carica. La rottura tra il centravanti modenese e Van Gaal ha fatto il resto. Negli ultimi giorni i contatti tra i due campioni del mondo sono stati pressoché quotidiani, fino alla svolta di mercoledì scorso. Quella sera la Roma si è garantita l'arrivo di Toni. E il capitano ha aspettato soltanto qualche ora per dargli il benvenuto.

«Non mi sento di esprimere una preferenza precisa - ha scritto Totti sul suo sito alla vigilia di Natale - quello è un compito che spetta più alla dirigenza e all'allenatore. Ma certamente ritengo Luca Toni un attaccante solido ed affidabile: è un campione del mondo». Prove da dirigente per il numero 10 giallorosso, sempre disponbile ad aiutare la società nelle trattative di mercato.

È successo con Pizarro e tanti altri in passato, stava per accadere con Mutu. Totti aspetta il nuovo compagno a braccia aperte e si dice «sicuro che la società farà a tutti noi un bel regalo durante il calciomercato di gennaio, così potremo essere ancora più competitivi nelle sfide di campionato ed in Europa. Chi si unirà a noi deve essere qualcuno in grado di renderci più forti e di dare davvero una mano». Ecco Toni, insieme saranno To-To, partiranno dall'Olimpico per volare a braccetto in Sudafrica.

Nessun dualismo, ci mancherebbe, Ranieri troverà il modo di farli giocare uno a fianco all'altro. L'attacco della Roma si rinforza con un pezzo pregiato, ma andrà al tempo stesso sfoltito. Il prossimo obiettivo del ds Pradè (ora è in vacanza a Barcellona) è realizzare qualche operazione in uscita. Partendo da quelle «minori»: Okaka partirà sicuramente e ha richieste da Portsmouth e Celtic, Guberti può finire all'Atalanta, al Livorno o al Bari che vuole anche Cerci, Esposito potrebbe essere «regalato» al Bologna.

La società per far quadrare i conti vorrebbe realizzare anche (almeno) una cessione eccellente. Baptista, Cicinho o Doni, per intenderci. Il primo non sembra rientrare più tra i desideri dell'Inter, la Roma è pronta a liberarlo, ma vuole incassare una cifra importante dalla sua cessione. Idem per Cicinho, mentre Doni, arrivato a Trigoria gratis, è pronto a liberare la società dal suo ingaggio «pesante». La Roma rinnoverà il contratto a Julio Sergio e si sta convincendo a prolungare anche quello di Taddei. Offerti nelle ultime ore ai giallorossi Jonas del Gremio e Wellington Paulista del Cruzeiro.

LA ROMA A CAGLIARI CON TONI
Corriere dello Sport - La determinazione della dottoressa Rosella Sensi. Le telefonate di Francesco Totti. Il proficuo lavoro del direttore sportivo Daniele Pradè. Ecco perché il nuovo centravanti della Roma, quello di un certo tipo che mancava dai tempi di Gabriel Omar Batistuta, sarà Luca Toni. E' vero, il procuratore Tullio Tinti, si è affrettato a dire che la fumata bianca non c'è ancora stata, ma è altrettanto vero che l'accordo con la Roma è stato trovato, "siamo in una botte di ferro" hanno sussurrato da Trigoria anche ieri quando, dall'Inghilterra, era rimbalzata la notizia che alcuni quotidiani riportavano di un interessamento del Chelsea per l'ex centravanti della nazionale italiana. Del resto la conferma che tutto è stato concluso l'hanno data gli stessi Tinti e Toni. Ol giocatore ha sempre dichiarato di "voler assolutamente tornare in Italia, voglio giocarmi le mie chance per andare al Mondiale", il suo procuratore, magari non volendo, ha chiuso il cerchio dicendo ufficialmente "la Roma sta facendo tutto il possibile per prendere Toni, ha altre richieste dall'estero, in Italia comunque la Roma è in pole-position".
Quindi, se Toni vuole l'Italia...

LA SCELTA - Se vogliamo trovare una data all'inizio della storia Toni-Roma, questa data è l'otto ottobre scorso. Quando, a Trigoria, Claudio Ranieri organizzò un'amichevole con la Primavera che servì soprattutto come provino per Doni e Cicinho. Quel giorno a Trigoria in visita c'era anche Tullio Tinti. Che ebbe un prolungato colloquio con Daniele Pradè, ufficialmente per parlare di Esposito, ufficiosamente per conoscere anche la situazione di Luca Toni. Quel giorno il ds romanista toccò con mano la possibilità di arrivare all'attaccante italiano. E mise al corrente della situazione la dottoressa Rosella Sensi. Che, dopo le richieste prima di Spalletti e poi di Ranieri di avere una prima punta di peso in rosa, ha dato subito il via libera alla trattativa. Il presidente giallorosso, stavolta, ha voluto a tutti i costi che si prendesse la punta a patto che fosse un nome importante. I fatti le hanno dato ragione. Il resto lo ha fatto Pradè che in questi ultimi trenta-quaranta giorni ha tenuto in piedi le trattative per Toni, Adriano e Van Nistelrooy. La situazione si è sbloccata una ventina di giorni fa quando lo stesso Pradè ha incontrato nei dintorni di Milano proprio Toni. Lì si è deciso che sarebbe stato lui il centravanti da affiancare a Totti (che intanto tutti i giorni telefonava al suo ex compagno d'azzurro), trattativa che si è conclusa all'antivigilia di Natale con soddisfazione di tutti.

ACCORDO - E' stato trovato sulla base del prestito gratuito per sei mesi senza nessuna cifra prestabilità per il riscatto (Toni con il Bayern Monaco ha un contratto in scadenza il trenta giugno 2011). Il giocatore che per le prossime sei mensilità dal Bayern incasserebbe quattro milioni e seicentomila euro (lordi), pur di venire alla Roma ha accettato di tagliarsi lo stipendio di un milione lordo. Dal club giallorosso incasserà un milione e ottocentomila euro netti fino al trenta giugno. La Roma spera di averlo a disposizione già per la prima dell'anno nuovo, il sei gennaio a Cagliari. L'ideale per i dirigenti rimanisti sarebbe presentare Toni il 2 gennaio quando al Flaminio la Roma giocherà un'amichevole contro la Cisco, cioè l'ex Lodigiani in cui Toni ha giocato agli inizi della sua carriera. Ma sarà difficile. L'attaccante che sta trascorrendo le feste natalizie a Pavullo nel Frignano, il suo paese natale, il due gennaio dovrà essere a Monaco per risolvere le ultime questioni con il Bayern, comprese anche quelle economiche (c'è qualche arretrato e c'è anche la possibilità di una specie di buonuscita). Dopo arriverà a Roma. Pronto per giocare. Subito.

ANCHE IL CHELSEA PENSA A LUCA
Corriere dello Sport - Tra la Roma e il Luca Toni sta provando a inserirsi a sorpresa il Chelsea, anche se le possibilità di riuscita dei Blues appaiono ormai vicinissime allo zero. L'attaccante del Bayern Monaco - ormai con le valigie in mano - è stato indicato come primo obiettivo da Carlo Ancelotti per il mercato di gennaio.
I Blues saranno costretti ad iniziare il 2010 con quattro defezioni per via della Coppa d'Africa. Oltre a Michael Essien e Obi Mikel, Ancelotti dovrà fare a meno anche di Salomon Kalou e soprattutto Didier Drogba, capocannoniere della squadra con 18 reti stagionali in tutte le competizioni. Da qui l'urgenza - più volte smentita da Ancelotti ma difficilmente credibile - di tornare sul mercato. Non solo perché il Chelsea per tutto il mese di gennaio avrà a disposizione il solo Nicolas Anelka in avanti (assistito dal tandem di baby Fabio Borini e Daniel Sturridge) ma soprattutto perché in prospettiva il club di Stamford Bridge rischia di restare fermo sul mercato per i prossimi 12 mesi a causa della sentenza di condanna emessa dalla Fifa.
Ancelotti deve dunque pensare ai problemi contingenti dell'immediato ma anche al Chelsea del domani. Finora il tecnico italiano ha attinto a piene mani alla sua rosa, facendo esordire numerosi giovani (uno su tutti, Gael Kakuta) e dando loro la massima fiducia. Ma per come sta giocando il Chelsea, ovvero con il rombo a centrocampo e due punte, non è pensabile che nelle quattro partite di campionato che lo attendono il prossimo mese (e l'esordio in Coppa di Inghilterra) i Blues non provvedano a rinforzare la squadra. E Toni, che il Bayern è disposto anche a svendere pur di liberarsi del suo oneroso contratto (l'alternativa è un prestito gratuito con rscatto a fine anno), potrebbe diventare la soluzione ottimale, se non fosse che la Roma è in pratica arrivata a chiudere l’affare bruciando tutti.
In realtà sono mesi che Frank Arnesen, responsabile del mercato per conto di Roman Abramovich, è in pressing con l'Atletico Madrid per ottenere Sergio Aguero, altra prima scelta di Ancelotti. E i Blues non hanno ancora perso la speranza di arrivare anche a Frank Ribery. Ma finché si avrà una speranza, a Londra si insisterà per Toni. Il giocatore, dopo più di due stagioni in Bundesliga, non ha fatto mistero di preferire un ritorno in Italia. E anche nei giorni scorsi il suo procuratore Tullio Tinti ha fatto chiaramente capire che l'approdo a Roma è vicinissimo. Ma le suggestioni della Premier League, e la possibilità di lavorare con Ancelotti, confidano al Chelsea che potrebbero fargli cambiare idea. Ancelotti lo conosce bene e con Drogba da febbraio costruirebbe un attacco stellare.

IL MESSAGGERO: Rombo di Toni «Mister sono pronto»
«Io sono pronto, ultimamente ho lavorato anche due volte al giorno».E’ la sintesi del discorso di presentazione di Luca Toni, il giorno di Natale, a Claudio Ranieri, per dare al tecnico la sua disponibilità. «Fisicamente sto bene, non ho bisogno di rifare la preparazione». Si sta allenando, pure in questi giorni di festa, da solo, a casa sua in Emilia. Per non deludere il nuovo allenatore e la Roma che lo vogliono subito al meglio alla ripresa del campionato, il 6 gennaio a Cagliari. Oggi il suo manager contatterà i dirigenti del Bayern per anticipare, il più possibile, l’incontro a Monaco per siglare l’addio dal club bavarese: l’appuntamento ci dovrebbe essere mercoledì mattina.Quasi sicuramente senza il giocatore. Perché Toni punta a non rispondere alla convocazione del 2 gennaio, data della ripresa degli allenamenti fissata da Van Gaal, affidando la questione al suo manager. Luca ha fretta :vuole arrivare qui venerdì, per sottoporsi al mattino alle visite mediche e per presentarsi nel pomeriggio ai nuovi tifosi al Flaminio nell’amichevole con la Cisco. La società giallorossa aspetta in giornata di conoscere gli spostamenti di procuratore e calciatore, forte dell’accordo verbale con il centravanti e anche di quello con i dirigenti tedeschi. A metà della settimama scorsa, la telefonata di Rosella Sensi con Karl Heinz Rummenigge per siglare l’intesa definitiva: la punta in prestito al club giallorosso sino a fine stagione, con ingaggio di 1 milione e 800 mila (più i premi a obiettivo: vittoria in Europa League, in Coppa Italia e piazzamento in zona Champions League). L’arrivo di Toni, benedetto da Totti con largo anticipo, non cambierà l’assetto della Roma di Ranieri. Sarà l’uomo in più per la scalata alla vetta della classifica e comunque per tornare in Champions. L’assetto resterà il 4-4-2, sistemadi gioco preferito dal tecnico di San Saba, con tutte le varianti viste in questi mesi. Tra tutte, la più gettonata sembra essere il rombo di Toni. Comunque,analizziamo le soluzioni possibili, con e senza il nuovo centravanti. I 4 campioni del mondo. E’ la formula più blasonata e anche la più collaudata. Con De Rossi, Perrotta, Totti e Toni, gli azzurri che alzarono la coppa del mondo a Berlino il 9 luglio 2006. Il rombo a centrocampo, proprio come nell’ultima gara dell’anno contro il Parma, e due punte davanti. E’ chiaro che sarebbero molti gli esclusi eccellenti: da Vucinic a Menez, da Baptista a uno tra Taddei e Brighi. Di sicuro non mancherebbe l’equilibrio di squadra e la compattezza tra i reparti. All’attacco con tre linee. E’ il4-4-2 classico,maconun’impostazione offensiva. Davanti sempre Totti e Toni che, però, avrebbero la collaborazione di Vucinic, schierato a sinistra. Il montenegrino avrebbe un ruolo simile a quello di Nedved nella Juve di Ranieri. Cioè partirebbe largo per poi accentrarsi e andare a concludere in mezzo al campo o direttamente in area di rigore, sfruttando gli spazi creati dalle due punte. Per non sbilanciare la squadra, Ranieri all’occorrenza potrebbe utilizzare Burdisso da terzino destro e Perrotta sulla stessa f scia dell’argentino. Questa formula può coinvolgere pure Menez, ovviamente da esterno al posto di Vucinic, ma sul lato opposto. Come con Spalletti. E’ la soluzione che non richiede la presenza, almeno inizialmente, di Toni. Il 4-2-3-1 è composto, quasi sempre, dai giocatori della gestione precedente, quelli che conoscono meglio i movimenti, soprattutto nella fase di possesso palla. Ovviamente avrebbero più spazio giocatori come Taddei, Brighi e Menez, utilizzabili in più ruoli del rombo offensivo. Toni, in questo caso, diventerebbe il cambio per Totti da centravanti e in alcune circostanze il capitano, con il nuovo arrivato in campo, potrebbe arretrare alle sue spalle da trequartista.

IL ROMANISTA: Dove lo metto Toni? Dovunque
«L’attaccante? Voi datemelo, perché è meglio averne uno in più. Poi ci penso io». Aveva risposto così, qualche tempo fa, Claudio Ranieri a chi gli chiedeva un parere sul possibile arrivo di un nuovo attaccante a Trigoria. Ora che l’arrivo a Trigoria di Luca Toni è molto più che probabile, non è ancora ufficiale perché il mercato riapre il 2 gennaio, e che l’infermeria è (per fortuna) sempre più vuota, il tecnico giallorosso dovrà affrontare l’insolito problema dell’abbondanza. E provare a disegnare una Roma diversa per dare spazio al campione del mondo. Tatticamente l’arrivo di Toni offre delle soluzioni differenti rispetto a quelle attuali, perché la Roma in rosa un giocatore con le caratteristiche dell’attaccante del Bayern non ce l’ha. Ranieri, insomma, avrà più possibilità di variare, dall’inizio o in corsa, l’atteggiamento tattico della sua squadra. E potrà farlo probabilmente già dalla prima uscita del 2010, il 6 gennaio a Cagliari. Prima ancora, ma bisognerà fare una corsa contro il tempo per tesserarlo, ci sarebbe l’amichevole contro la Cisco del 2 gennaio al Flaminio. Potrebbe essere quella, e sarebbe un curioso caso del destino visto che la sua carriera prese il volo proprio nella Lodigiani, la “prima” romanista di Luca Toni. Ma come sarà la nuova Roma? Molto dipenderà dal modulo. L’arrivo di un attaccante con le sue caratteristiche potrebbe far pensare che Ranieri possa utilizzare con maggiore frequenza il 4-4-2. In quel caso i "sacrificati" sarebbero Menez e Vucinic: difficile farli coesistere tutti insieme, il francese sembra il più indicato alla panchina mentre il montenegrino può partire largo sulla fascia sinistra. Discorso completamente opposto se il modulo fosse il 4-3-1-2 col rombo a centrocampo: in quel caso Menez potrebbe giocare alle spalle della coppia Toni-Totti, con Vucinic pronto a subentrare al posto di uno dei due attaccanti. Nel 4-2- 3-1, infine, Toni può essere utilizzato "solo" come unica punta. In quel caso dovrebbe fargli posto Francesco Totti: quindi, a meno di infortuni da parte del capitano, il modulo spallettiano con Luca Toni a Roma sarà uno dei meno utilizzati.

IL TEMPO: Toni libera tutti
Chi arriva e chi parte. La Roma si prepara ad accogliere Toni e al tempo spesso deve pensare a sfoltire l'attacco. E ad abbassare il monte ingaggi aumentato di circa 3.5 milioni di euro lordi, quelli che la società garantirà al centravanti modenese fino a giugno. Il 2 gennaio Toni tornerà a Monaco per sistemare gli ultimi dettagli con il Bayern, poi inizierà la sua avventura in giallorosso. Con lui, Totti e Vucinic in attacco resta poco spazio. Okaka ha le valigie pronte, anche uno tra Baptista e Menez è diventato di «troppo». Il rischio di immalinconirsi in panchina aumenta mentre diminuiscono le possibilità di giocare il Mondiale. La Roma farebbe volentieri a meno di Baptista. A Milano si continua a parlare di un interesse dell'Inter ma negli ultimi giorni non si è mossa una foglia. I possibili acquirenti del brasiliano sono spaventati dall'ingaggio (oltre 3 milioni netti) e la società non può permettersi di «regalarlo» dopo aver investito 11 milioni (9 più 2 di bonus) per il suo acquisto. Il giocatore si tiene informato dal Brasile ma ha già fatto sapere ai dirigenti e al suo procuratore che lascerà la Capitale soltanto per un club importante. Scartato di conseguenza il Portsmouth che si era fatto sotto anche per Cicinho e Okaka. Quest'ultimo è disponibile ad un'esperienza all'estero, ma non accetterà un prestito di soli 6 mesi. Il Celtic è una possibile destinazione, altrimenti in Italia bisognerà trovare un club pronto a prenderlo in comproprietà. Feste pensierose anche per Menez. Il francese è stato «bocciato» da Ranieri dopo tre gare da titolare. Vorrebbe tornare in patria per giocarsi le pochissime chance di convincere Domenech a portarlo in Sudafrica. Il Marsiglia continua a corteggiarlo: sta per cedere Ben Arfa all'Olympiacos e Valbuena al Monaco e potrebbe presto ribussare alla porta di Trigoria con un'offerta di 8-9 milioni di euro che farebbe vacillare la Roma. Il Marsiglia ha già proposto uno scambio con Ben Arfa ma l'idea è tramontata subito. In dirittura d'arrivo altre operazioni minori: Cerci al Bari in prestito (prima rinnoverà il contratto con la Roma), Antunes si trasferirà con la stessa formula al Leixoes (serie A portoghese), Greco al Piacenza, Guberti può finire all'Atalanta, Esposito al Bologna. Doni «rischia» di restare, si è raffreddato l'interesse del Livorno per Artur. Anche i portieri iniziano a essere troppi.

IL ROMANISTA: Lanciato dalla Lodigiani, bocciato da Zeman
«E' fatta?». No, Toni è ancora del Bayern. Tonino Ceci non vede l’ora che Luca firmi. Primo, perché è romanista. Secondo, perché si ricorda bene i primi passi di Toni nel calcio dei grandi. Attuale diggì della Nuova Lodigiani, nel 1998 è responsabile del settore giovanile della vecchia Lodigiani (negli anni fagocitata dalla Cisco). E si gode Toni per un anno. Luca vive nel pensionato della Borghesiana. Per uscire, deve chiedere il permesso come tutti i baby del vivaio. In panchina siede Guido Attardi, che per Toni è un mentore, più che un tecnico. Attardi scomparirà nel 2002, quattro anni prima che Luca vinca la Scarpa d’oro e il Mondiale in Germania. «Alla Lodigiani favorì la svolta della mia carriera. Non c’è più, ma non lo dimentico», disse Toni una volta. Perché è proprio con Attardi che impara a fare il bomber. Cresciuto nel Modena, prima della Lodigiani era stato pure con Spalletti all’Empoli, in Serie B. Presenze: tre, con un gol. «Ho giocato poco, facevo il militare a Napoli e stavo con la squadra solo dal giovedì», raccontava qualche anno fa. Dopo una stagione incolore al Fiorenzuola in C1, nel ’98 sbarca alla Lodigiani. Sempre in terza serie. La Lodigiani gioca quasi sempre al Tre Fontane, il modulo è il 4-4-2. «Faceva la prima punta», ricorda Ceci. Toni segna 15 gol in 31 partite. È un anno d’oro. Quello della consacrazione? Non per Zeman, alla sua seconda (e ultima) stagione da tecnico romanista. Il boemo va a vedere di persona quella punta di cui si dice un gran bene. Ma lo boccia. Non lo ritiene pronto per la Roma. «È tutto vero - conferma Ceci - ma alla Lodigiani lo venimmo a sapere solo tempo dopo». In effetti, l’esplosione avviene solo nel 2003. A Palermo. Prima, le stagioni si alternano tra alti e bassi. Dopo la Lodigiani, il Treviso di Bellotto (15 gol in 35 presenze) e il Vicenza, dove Reja gli concede l’esordio in Serie A. Toni non si ferma: il Brescia con Mazzone, il Palermo, la Fiorentina. Il divorzio dalla Toscana è traumatico, ma il Bayern Monaco è l’occasione di una vita. Il primo an o è fantastico. Luca si laurea capocannoniere di Bundesliga e Coppa Uefa, il Bayern vince titolo e Coppa di Germania. Dopo una seconda stagione in chiaroscuro, in Baviera arriva van Gaal. Il rapporto tra i due appassisce quasi subito. Quello con la Roma, invece, potrebbe sbocciare a giorni.

GAZZETTA: Toni «Voglio solo la Roma, il resto non mi interessa»
Tante conferme, zero smentite, un pizzico di comprensibile scaramanzia. Il passaggio di Luca Toni alla Roma viaggia ormai a velocità di crociera: si attende solo il completamento della pratica prima dell’annuncio ufficiale. La Roma vorrebbe presentare Toni il 2 gennaio, in occasione dell’amichevole in programma al Flaminio con la Cisco Roma, figlia della vecchia Lodigiani, il club dove Toni giocò nella stagione 1998-99: 31 partite e 15 gol. Fu la prima annata importante, per Luca. Viveva alla Borghesiana, in pratica tutto casa— la foresteria del centro sportivo— e campo di calcio. Aveva i capelli lunghi, con tanto di codino bohemien. Tra i suoi compagni di allora, un giovanissimo Emiliano Moretti (oggi difensore del Genoa), Vigiani (Bologna) e Pratali (Torino). Toni ha un bel ricordo di quel periodo, anche se Trigoria era sconosciuta e il Colosseo lontanissimo.

Per questo motivo, vuole tornare nella capitale, concetto che ha ribadito ieri dalla sua Pavullo: «Voglio solo la Roma. Tutto il resto non m’interessa». Il resto, per capirsi, è il Chelsea di Ancelotti, che nelle ultime ore ha fatto un pensierino su Toni, visto che a gennaio perderà per la Coppa d’Africa Drogba e Kalou.

Montali e Pradé I dirigenti della Roma, però, si sentono tranquilli. «Siamo ai dettagli — spiega Gian Paolo Montali —. È chiaro che fino a quando non ci sono le firme, negli affari non esistono certezze, ma con Toni siamo praticamente a posto. Con lui la Roma potrà fare una seconda parte di campionato straordinaria». I dettagli riguardano la fine del rapporto con il Bayern Monaco e le modalità dell’operazione, che dovrebbe essere quella del prestito. Toni si ridurrà anche lo stipendio, pur di tornare in Italia e di giocare in una squadra che gli permetterà di poter puntare al mondiale sudafricano. Anche il direttore sportivo Pradè, in breve vacanza a Barcellona, è soddisfatto: «Toni è un bel colpo».

L’arrivo dell’attaccante potrebbe già chiudere il mercato della Roma, anche se Ranieri ha chiesto un esterno sinistro. Serve un ricambio per Riise, considerato che Antunes tornerà in Portogallo (giocherà nel Leixoes) e Tonetto non riesce a guarire. I dirigenti della Roma si guarderanno intorno. Se maturerà l’occasione, non si tireranno indietro, ma in questo momento la priorità è cedere. Cessioni In partenza ci sono Cerci ( Bari), Guberti ( piace a Samp, Atalanta e Bari) e Artur (Livorno). Okaka potrebbe andare all’estero. I dirigenti non vogliono perderlo— e per questo motivo si pensa alla formula del prestito —, ma, contemporaneamente, si augurano che il giocatore maturi a livello mentale. Affrontare un’esperienza di vita lontano da Roma e dall’Italia potrebbe aiutarlo a crescere. Greco invece giocherà in serie B: andrà a Piacenza. Baptista è tra coloro che son sospesi. Venderlo significa incassare soldi importanti e risparmiare su uno degli ingaggi più pesanti, ma non è un’operazione semplice. Ranieri e i dirigenti stimano il brasiliano: è considerato un professionista con i fiocchi e un’alternativa importante per una squadra impegnata su tre fronti.

L’arrivo di Toni potrebbe però turbare Menez. Il francese, già scocciato per non avere il posto garantito, rischia di avere spazi ancora più ristretti. Con lui si parlerà, eventualmente, dopo l’operazione Toni. Menez potrebbe chiedere di andare via.

TONI: La Roma può utilizzarlo in Europa League
Luca Toni anche in Europa League. La Roma lo ha scelto perché potrà utilizzarlo in tutte le competizioni nonostante abbia collezionato due presenze in Champions con il Bayern in questa stagione. Per conferma basta leggere il regolamento dell'Europa League, che al paragrafo 18.18 spiega come entro il 2 febbraio una squadra può aggiungere in lista Uefa un solo giocatore in arrivo da un club impegnato in Europa nella stagione corrente, a patto che la coppa di «appartenenza» sia diversa. Siccome il Bayern si è qualificato per gli ottavi di Champions battendo la Juve, la Roma potrà utilizzarlo in Europa League.

CORSPORT: Totti chiama Toni «Ahò, che famo?»
Se tutte le strade portano a Roma, passare per Stella Casa Bartolacelli, è sicuramente una delle più scomode. Un paese di 500 anime, con paesaggi da foto ricordo, dove è cresciuto Luca Toni. Non è Serramazzoni, cinque chilometri più avanti, questa è Stella, come rivendicano con orgoglio gli abitanti. Tra questi mamma Valeria e papà Gianni. Giri la seconda a destra, lasci la Scuola ristrutturata da Toni all’angolo e, tre case più avanti, ecco la casetta, indipendente ad un piano, della famiglia Toni. Quella dove il bomber è cresciuto, dove ha tirato i primi calci. Mamma Valeria e la Magica. La signora Toni è sul terrazzo. Come se attendesse l’ennesimo cronista, arrampicato qua nella patria delle tigelle e dei rapporti umani diretti, che l’interroghi sul suo Luca: ”Se giocherà nella Roma: sarà un bel regalo di natale in ritardo. Siamo emozionati, felici, convinti che sia la scelta giusta. Però, anche a Monaco, Luca stava bene. La gente è sempre stata dalla sua parte. Pensi che è nato un elefante in uno zoo tedesco e l’hanno chiamato Luca Toni. Ma Roma per noi è qualcosa di speciale. Qualche giorno fa aspettavo Luca qui a casa e non vedendolo arrivare gli ho telefonato. L’ho sentito con il fiatone e allora gli ho chiesto cosa stesse facendo: mi ha detto che si stava allenando per la Magica”. Con una “g” sola, ma imparerà presto. Gente perbene, i Toni. E mamma Valeria è la vicina di casa che tutti vorrebbero avere. Fa ancora la bidella alle scuole di Serramazzoni. Gentile, sorridente, premurosa. Decisione di famiglia. Arriva Giancarlo, il papà, assente per acquisto giornali. Viene incontro con l’aria paciosa del montanaro che conosce l’arte dell’ospitalità: ”Siamo felicissimi e un po’ preoccupati. In Germania non si vive la pressione che esiste nel nostro Paese. Qualche sera fa Luca è venuto a cena qui: ha chiamato anche il fratello Andrea e chi ha detto quello che voleva fare. Noi siamo al suo fianco perché dopo Palermo non ci spaventa più nulla. Quel giorno me lo ricordo bene: giocava a Brescia in A. Arrivò a casa e ci disse che andava a Palermo in serie B. Non capimmo, si allontanava tanto rispetto al solito, ma accettammo la sua scelta”. La semplicità, le buone maniere, la correttezza sono i pilastri di questa famiglia. Roma e gli intonaci, Giancarlo racconta con modestia: ”Io a Roma sono stato una volta a fare gli intonaci in un cantiere di Caltagirone. Oh, non ho visto nulla, solo tanto lavoro. Alla prima di Luca però Valeria non manchiamo vero?”. La bidella di Serra, orgogliosa di rivendicarlo, annuisce felice. Fosse per la famiglia Toni, il contratto sarebbe già firmato. Ed allora via ad aprire il cassetto dei ricordi. Papà Giancarlo: ”Roma è nel destino di Luca. Finale del campionato Berretti con il Modena. Giocava contro la Lodigiani ed aveva pure la febbre. Fece una gran partita e segnò un gol. Sono convinto che chi segnalò Luca alla Lodigiani vide quella partita”. Marta, futura nuora. Ancora mamma Valeria ci tiene a sottolineare la normalità della famiglia: ”La nostra vita non è cambiata, semmai è quella di Luca ad essere diversa. E’ la sua vita, noi siamo gente di montagna, orgogliosi di esserlo e di restarlo. Mi fa sorridere quando la gente in paese mi chiede se non sono imbarazzata quando viene a cena la fidanzata di mio figlio, una top model. Questa sera (ieri) alla scuola fanno una cena e verrà anche Marta (Cecchetto, la top model fidanzata storica di Luca). Tigelle e borlenghi per tutti e Marta, ancora una volta, si dimostrerà la ragazza più semplice che io abbia mai conosciuto. Conosce l’arte del saper mettere a proprio agio gli altri ed è sempre sorridente quando viene a trovarci. Da quasi suocera, posso dire che sono fortunata. Nipoti? Arriveranno, io e Giancarlo siamo in attesa. E spesso ci prendono in giro dicendo che quando arriverà il primo non si fermeranno più”. Gioca dove gli vogliono bene. Poi, palla a papà Giancarlo: ”Luca sceglie la squadra che dimostra di volergli bene. Quando è andato a Monaco di Baviera gli hanno fatto una corte esagerata. Rumenigge è andato a Montale tre volte ed ha caricato su un volo privato Luca e i suoi amici, per fargli vedere la città di Monaco. C’erano anche Juve e Milan. I primi l’avrebbero preso ma Trezeguet scelse ancora una volta di restare. Al Milan aveva tanti estimatori ma forse quello più importante non stravedeva per lui. Ed oggi ecco la Roma. Ero a casa sua quando ha chiamato Totti. Gli ha detto:”Ahò, che famo?”. E poi De Rossi, Perrotta, la dottoressa Sensi. Gli hanno fatto sentire tanto affetto. Luca è come noi: siamo gente semplice che crede nei rapporti umani”. Il segreto di un campione del Mondo, nato a Stella Casa Bartolacelli, è tutto in questa famiglia.

CORSPORT: La Roma dice no a Ben Arfa
Luca Toni al cento per cento. Non so lo in campionato, ma pure in Europa. Il trionfo del Bayern Monaco a Torino in Champions League sul campo della Juventus, consentirà a Claudio Ranieri di poter schierare l’ex centra vanti della nostra Nazionale (ma con una gran de voglia di tornare a esserlo) anche in Europa League. Se il Bayern fosse stato retrocesso, non sarebbe stato possibile. Me glio così, con tutto il rispetto per la Juventus. L’arrivo di Toni, oltre a tutte le considerazioni tecniche e tatti che che si possono fare a favore, ha avuto anche il pregio di inver tire una tendenza degli ultimi anni a proposito del mercato romanista. Nel recente passato, prima si vendeva, quindi si incassava, poi (non sempre) si passava dalla parte dell’acquirente. Cosa perfetta da un punto di vista economico, ma che sul mercato ha portato inevitabili ritar di che possono essere soltanto penalizzanti. E’ stata la dottoressa Sensi a spingere fortemen te per la soluzione Toni, il ds Pradè non se lo è fatto ripetere due volte, Toni potrebbe arriva re a Trigoria anche prima di quello che si pos sa immaginare, pronto per giocare, da subito.

SCELTE - Tutti contenti a Roma per l’arrivo del centravanti che mancava da quasi dieci anni. Anche se, inevitabilmente, Toni in maglia gial lorossa (potrebbe prendere il numero 30), crea abbondanza nel reparto offensivo. Abbondanza che porterà a una se non due cessioni, definitive, in prestito o in comproprietà dipenderà dal le situazioni di mercato (e dai soldi eventual mente offerti). Detto che il giovane Okaka an drà via, più in comproprietà che in prestito, possibile l’estero dove giocare per un anno e mezzo, diventa automati co pensare che uno tra Julio Baptista e Menez pos sa rischiare, da qui alla fine della stagione, di fare spesso e poco volentieri lo spettatore non pa gante. Nei giorni scorsi si è parlato molto di un possibile interessamento nei confronti di Julio Baptista, prescindendo dal sicuro arrivo in ne razzurro di Pandev. Il brasiliano, tra l’altro, è uno di quei giocatori dall’ingaggio pesante che a Trigoria non dispiacerebbe sottrarre al mon te stipendi. Per ora la situazione è in una fase di stallo completo, il procuratore del brasiliano, Alessandro Lucci, si dice convinto che Baptista non si muoverà da Trigoria.

MARSIGLIA - Ecco perché negli ultimi giorni ha preso sempre più piede l’ipotesi di una pos sibile partenza di Jeremy Menez. Per il quale non mancano le offerte, in particolare dalla sua Francia. In questo senso, in pole-position c’è il Marsiglia di Deschamps che ha sempre dichia rato di volere Menez. La novità, a proposito, è che in tempi recentissimi alla Roma dal Mar siglia sarebbe stato offerto Ben Arfa in cambio di Menez, proposta rispedita al mittente da par te dei dirigenti giallorossi, prendiamo in consi derazione soltanto offerte cash. Insomma, il Marsiglia se vuole Menez deve pagare, non meno di dieci milioni di euro. Il club francese, che l’estate scorsa era arrivato a poco più di sei mesi, sembra si stia attrezzando con un paio di cessioni, Valbuena che per quattro milioni dovrebbe fi nire al Monaco e lo stesso Ben Arfa che potrebbe andare all’Olympiacos ( i greci offrono sette milioni, il Marsiglia ne vuo le dieci). La Roma, peraltro, non ha fretta. L’ingaggio di Toni in ogni caso sarà pareggiato o quasi con la cessione di alcuni giovani: il portoghese An tunes potrebbe andare in prestito per sei mesi al Leixoes allenato da Josè Mata che ha cre sciuto lo stesso Antunes nel Paços Ferreira; Alessio Cerci, sempre con la formula del pre stito, sembra sempre più vicino al Bari, mentre Guberti è sempre richiesto dall’Atalanta (e non solo). Per Artur pare si sia raffreddato l’inte ressamento del Livorno.

TONI, oggi la firma? Tinti: "Non confermo nè smentisco"
Trova conferme l'indiscrezione secondo la quale Luca Toni oggi firmerà il contratto con la Roma che lo legherà al club giallorosso fino alla fine della stagione. Contattato da Romagiallorossa.com il manager del bomber della Nazionale, ha commentato l'indiscrezione così: "Oggi sono davvero molto occupato, cercate di capire... Non posso nè confermare nè smentire questa notizia, oggi è un giorno particolare", ha concluso Tullio Tinti

GAZZETTA: Totti e Toni insieme «Una coppia micidiale»
Il primo è stato Ferruccio Mazzola, l’ultimo Louis Van Gaal. In tutto sono stati 19: Claudio Ranieri sarà il ventesimo allenatore della carriera di Luca Toni, esclusi i ct delle Nazionali (Lippi e Donadoni). La storia calcistica di Luca è un crescendo di club e di personaggi: dal Modena che nel 1994 soffriva in serie C1 al Bayern Monaco che ha dato spettacolo in casa della Juve. I primi maestri Nel 1994, quando l’Italia era tornata dagli Stati Uniti con il titolo di vicecampione del mondo, Luca aveva appena 17 anni e digerito quattro stagioni di settore giovanile a Modena. Il club emiliano fu affidato a Ferruccio Mazzola che durò pochissimo. Il Modena passò nelle mani di Ugo Tomeazzi e poi in quelle di Luigi Mascalaito. Tre allenatori per una retrocessione: il Modena arrivò terzultimo e rotolò in C2. Fu ripescato per il fallimento del Crevalcore, ma a Luca non era andata male: 7 partite e 2 gol. La stagione successiva arrivò Carlo Regno, attuale vice di Ballardini alla Lazio. Regno ricorda bene Toni: «Aveva qualità fisiche impressionanti. Pur essendo un lungagnone dinoccolato, sapeva trattare la palla benissimo. Si vedeva che dava del tu al pallone. Lo feci giocare in C1, nonostante le critiche del pubblico, ma Toni superò la prova. Ragazzo d’oro, senza grilli per la testa. Può dare tanto alla Roma, ovvio. Anche perché non è un giocatore da scoprire, che ha bisogno d’adattamento. Lui e Totti? Che dire, sono due giocatori da Nazionale, belli da vedere».

La crescita Poi ci furono Spalletti che non lo fece mai giocare perché Luca era impegnato con il servizio militare, Cavasin, Merolla e il maestro buono, Guido Attardi, il tecnico della svolta, ai tempi della Lodigiani. Attardi non c’è più, ma Toni ne conserva un bel ricordo. Nel 1999 Toni risalì l’Italia, per giocare a Treviso, e nel 2000 sbarcò a Vicenza, alla corte di Edy Reja, attuale tecnico dell’Hajduk Spalato: «Lo volli fortissimamente. Me ne ero innamorato ai tempi della Lodigiani. L’allora d. s. vicentino, Gasparin, mi chiese se fossi sicuro delle sue qualità perché il ragazzo era molto giovane. Vinsi la scommessa, disputò un campionato super. Io, poi, ho sempre amato i centravanti come lui. Ancora oggi, non esiste nessuno che protegge il pallone spalla alla porta come fa lui. L’esperienza tedesca lo ha reso ancora più forte. E poi è forte di testa: ai miei tempi no, commetteva tanti errori. Con lui la Roma ha fatto un acquisto di qualità. Insiemecon Totti comporrà una coppia d’attacco tra le più forti del campionato. Ci vorranno però due ali capaci di viaggiare a mille all’ora, altrimenti ci potrà essere qualche problema».

Mazzone Nel 2001 la svolta: Brescia, Carlo Mazzone. È a Brescia, con Baggio ad inventare calcio, che Toni spicca il volo. «La Roma ha fatto un grande acquisto — spiega Mazzone —. È un attaccante che permette alla Roma di avere dei colpi in più: penso al gioco di testa. Il modo migliore per utilizzarlo credo sia quello con Totti trequartista e Vucinic in appoggio. Toni ha motivazioni incredibili ed è un ragazzo perbene. Con lui la Roma sarà l’anti-Inter».

CORSPORT: Toni «Ma quale Chelsea, voglio solo la Roma»
La Q7, targata Munchen, è parcheggiata nella villa, senza eccessi ma estremamente ele gante, di Montale, a qualche chilometro da Modena. Toni è arrivato nella notte tra sabato e domenica assieme alla fi danzata, prossima sposa, Marta Cecchetto. Persiane chiuse, esce del fumo dal comignolo, solo un gatto supera, con un balzo, il cancello che delimita la proprietà.
Sono passate le 13, da qualche minu to, quando Toni accetta, non senza aver cercato invano di evitare qualsivoglia dichiarazione, di parlare del suo mo mento. I giornali che titolano del certo passaggio alla Roma, i telefonini, nu meri italiani o tedeschi che siano, che squillano a ripetizione tra sms e telefo nate, di amici o cronisti. Toni, sino a ieri, non ha parlato con nessuno. Non ha rilasciato nessuna dichiarazione ufficiale e, ora che decide di parlare, manda un chiaro segnale, non festeggiando, ma facendo capire bene quel che desidera.

Luca Toni, è un giocatore della Roma?
«In questo momento non posso di chiararmi tale. E' una fase delicatissima, la più importante. Sono ore fonda mentali per definire il mio prossimo futuro. E non potrei nemmeno parlare, stante i suggerimenti di Roma e Bayern ».

Passo indietro allora: Chelsea, Roma o cosa altro?
«Togliamo subito i dubbi che sono au mentati in queste ore: io voglio la Roma. Più chiaro: non prendo in considerazione nessun club che non sia la Roma. Voglio vestire la maglia giallorossa. Chi deve sapere, sa già che ho preso la mia decisione e non torno indietro. Adesso tocca alle società, al procuratore, chiudere questa vicenda. La fase è delicatissima, ma io ho scelto Roma».

Per vincere lo scudetto e per tornare in Nazionale?
«Spero che le mie parole vengano interpretate nella giusta maniera: in questo preciso istante la Nazionale è un di scorso secondario. Nel senso che, per conquistarla, devo giocare con continuità. Io sto pensando solo a questo. A giocare per un club che mi conceda la possibilità di far vedere, ancora una volta, che giocatore sono. Voglio solo giocare, non penso ad altro. E voglio farlo nella Roma».

Usa spesso la parola 'voglio': un modo perentorio quasi volesse esorcizzare eventuali colpi di scena.
«Ribadisco: spero che arrivi presto il momento della presentazione con la maglia della Roma ma questo è il momento più importante di tutta la trattativa. Basta una virgola fuori posto e si rischia di veder saltare il mio desiderio. L'unica cosa che posso dire è che io ho scelto la Roma e questo posso ripeterlo mille volte».

Totti, De Rossi, Perrotta: quante telefonate?
«Tante. Sono in contatto con questi giocatori. Ci conosciamo bene per via della Nazionale. Inutile nascondere che mi ha fatto un gran piacere ricevere le loro chiamate di stima. Mi hanno spronato verso una decisione che avevo comunque già preso».

Il 2 gennaio amichevole contro la Cisco, la sua Lodigiani di un tempo.
«Vorrei essere presente a questo test. Sì, vorrei giocarlo. La Lodigiani è stato il mio punto di partenza. Il professioni sta Luca Toni è iniziato in quel momento, in quella società. Credo che possa essere la mia nuova partenza. Sono convinto che certe cose non accadono per caso. Non sono coincidenze. Vorrei giocare contro la Lodigiani e dimostrare da subito che sto bene e sono a disposizione del mister».

Sicuro che il Chelsea non possa farle cambiare idea?
«A me no di sicuro. Io voglio solo la Roma e non mi vedo con nessuna altra maglia che non sia quella giallorossa».


RICOMINCIO DA TONI
Epolis - Il pacchetto è lì, aspetta solo di essere scartato. Questione di tempi e di passaggi burocratici da rispettare, ma sul suo contenuto non ci sono dubbi. Dentro c’è l’attaccante dei desideri romanisti e ha le sembianze di Luca Toni. Non c’è trucco e non c’è inganno: c’è solo bisogno di un po’ di pazienza per completare la forma, ma non la sostanza. Anche perché, tra la Roma e il bomber a cui il comico tedesco Matze Knop ha dedicato il brano “Numero Uno” (quello dei cannelloni e dei “pepperoni”, insomma), è stato praticamente tutto fatto. C’è l’accordo con il Bayern Monaco, prestito secco fino a giugno senza nessuna cifra stabilita per il riscatto (Toni ha un contratto col club bavarese fino al 2011), come c’è quello sull’ingaggio, un milione e 800mila euro netti per i prossimi sei mesi. Toni, pur di ritornare in Italia, alla Roma, e rincorrere una maglia azzurra per i Mondiali in Sud Africa, rinuncerà, occhio e croce, a 500 mila euro da qui a giugno: Il contratto col Bayern prevedeva per i prossimi sei mesi uno stipendio lordo di 4,6 milioni più dei ricchi premi, oltre un milione a stagione. Invece, la società bavarese, dopo aver regalato il prestito di un cartellino acquistato per 11 milioni dalla Fiorentina nell’estate del 2007, molto probabilmente si farà carico di una sorta di buonuscita, che secondo qualcuno potrebbe essere intorno ai 400mila euro netti. Comunque, pur di giocare e non avere a che fare con Van Gaal, Toni non guadagnerà tanto quanto si sarebbe messo in tasca come da contratto col Bayern. I soldi, però, non sono tutto: meglio rimettersi in gioco, provare a riprendersi un posto in Nazionale, ritornare a Roma già assaporata in gioventù alla Lodigiani, ritrovare facce amiche e foriere di dolcissimi ricordi (il Mondiale vinto) come Totti, De Rossi e Perrotta che restare confinato nell’esilio (dopo 18 gol nei primi due anni in Germania) dorato, ma pur sempre esilio, bavarese. Toni sarà l’arma in più per la Roma di Ranieri in Italia ed in Europa League (il fatto che il Bayern sia approdato agli ottavi di Champions e non sia deragliato nell’ex Coppa Uefa permette alla Roma di poterlo tesserare anche per l’Europa League), ma per essere ufficialmente giallorosso dovrà aspettare almeno il 2 gennaio, il giorno d’apertura del mercato invernale. Non è da escludere che possa passare per Roma anche prima, qualcuno dice nei prossimi giorni, ma è comunque atteso, insieme al suo procuratore Tullio Tinti, a Monaco proprio intorno al 2 per sistemare le valige e un paio di cosucce (gli arretrati e la cosiddetta buonuscita) col Bayern. Poi, il 6, a Cagliari, potrebbe già vestire per la prima volta la sua nuova maglia, quella giallorossa. La stessa che a giugno potrebbe indossare Fabio Simplicio, in scadenza col Palermo: Il brasiliano sarebbe già in parola con la Roma, secondo radiomercato (e non solo). Mercato in uscita: Cerci è sempre più vicino al prestito al Bari, Greco a quello al Piacenza, Antunes al ritorno in Portogallo, al Leixoes (prestito), e a ritrovare Jose Mota, il tecnico che lo lanciò nel Pacos de Ferreira. Oggi ripresa dei lavori a Trigoria: fine delle vacanze.


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